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Storia di Strasburgo

La Storia di Strasburgo

Strasburgo ha probabili origini celtiche e per certo ebbe modo di svilupparsi nel corso dell'età imperiale nei pressi dell'accampamento romano della VIII Legione Argentoratum in seguito alle campagne di Germanico.

Anno decisivo fu il 357 quando gli Alemanni vennero sconfitti da Giuliano l'Apostata così come il 451, data in cui gli Unni distrussero l'intero territorio che attualmente accoglie Strasburgo; passò poco dopo ai Franchi e cominciò a essere conosciuta come Strateburgam ossia "città sulla strada", tra la Gallia e l'Allemagna.

Nell'843, in base al trattato di Verdun, la città entrò a far parte della Lotaringia e ventisette anni dopo fu inclusa nel Sacro Romano Impero. Divenne città libera soltanto agli inizi del tredicesimo secolo.

Nel 1262 divenne Repubblica: il potere era esercitato da quattro rappresentanti della nobiltà e da un rappresentante delle corporazioni che presto entrarono in lotta l'uno contro l'altro. Gli scontri terminarono nella seconda metà del Quattrocento con la stesura di una Costituzione rimasta in vigore fino all'anno della Rivoluzione Francese.

Calvino fu il primo pastore di Strasburgo dove la libertà di culto fu promossa da Carlo V nel 1552. Nel 1681 fu annessa alla Francia (come confermato dal trattato di Ryswick del 1697); venne poi tentato un colpo di stato contro la monarchia da Luigi Napoleone.

Sul finire dell'Ottocento fu occupata dai Tedeschi e nel 1871 divenne capitale del Reichsland di Alsazia e Lorena. Venne liberata nei primi anni del Novecento e, poco dopo, nuovamente invasa dai Tedeschi fino alla definitiva conquista da parte del generale Leclerc. Nel 1949 divenne sede del Parlamento europeo e del Consiglio d'Europa.